La scoperta: “In Italia il coronavirus è arrivato in due tempi”

La scoperta: “In Italia il coronavirus è arrivato in due tempi”

22 Marzo 2020 0 Di direzione

Uno studio del Campus Bio-Medico di Roma svela che il virus si è diffuso “due volte”, dalla Germania e dalla Cina. “La ricerca dimostra due differenti momenti epidemici distanziati l’uno dall’altro”, spiega il Prof. Ciccozzi.

Altro che untori! Il maledetto Coronavirus sarebbe entrato in Italia per ben due volte, dalla Germania e dalla Cina, in momenti diversi.

È quanto emerso dallo studio condotto dal gruppo di epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma guidato dal Professor Massimo Ciccozzi.

Come riporta Repubblica, lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica specializzata Journal Medical Virology dal titolo “A doubt of multiple introduction of SARS-CoV-2 in Italy: a preliminary overview”.

“Due differenti momenti epidemici”

Insomma, non uno, ma ben due “attacchi” diversi: dalla Cina, dove tutto è cominciato e dalla Germania, da dove sarebbe arrivato il “paziente zero” dal quale è partito il focolaio di Codogno. “Ciò significa che non siamo stati noi italiani gli untori dell’Europa, bensì quelli che hanno subìto l’evento”, ha spiegato il professor Ciccozzi.

Il lavoro è stato condotto con le tecniche dell’epidemiologia molecolare, che sfruttano modelli matematici e statistici applicabili a tutte le sequenze di genomi completi del Coronavirus isolato nei pazienti infetti. Allo studio hanno partecipato anche la dottoressa Marta Giovanetti, la professoressa Silvia Angeletti e Domenico Benvenuto studente al sesto anno di medicina.

“La ricerca che abbiamo effettuato dimostra che in Italia si sono succeduti due differenti eventi epidemici in due momenti distinti e probabilmente distanti tra loro: uno che viene direttamente dalla Cina, l’altro invece da un Paese europeo, probabilmente la Germania” hanno spiegato i ricercatori.

Tutto parte dall’isolamento dei genomi

Il prof. Ciccozzi spiega come, la medicina e la ricerca scientifica moderna, a braccetto, sono riusciti a scovare con precisione il filo conduttore della pandemia da Covid-19. “In pratica, queste tecniche permettono di dire, sulla base delle differenze genetiche isolate, se un gruppo di pazienti ha subito lo stesso evento epidemico o se l’evento epidemico è dovuto a un solo paziente. In questo caso, si è visto che sono due gruppi di eventi epidemici in Italia leggermente distanziati a livello temporale l’uno dall’altro”, ha aggiunto Ciccozzi.

Fondamentale, in tal senso, l’isolamento del virus avvenuto all’Istituto Spallanzani di Roma e all’ospedale Luigi Sacco di Milano. “La disponibilità di soli due genomi italiani completi, isolati nel Lazio e in Lombardia, ha permesso comunque di far capire come in Italia ci sono stati ingressi multipli del virus, probabilmente in tempi diversi anche se ravvicinati e da luoghi differenti suggerendo un possibile linkage europeo” ha concluso Ciccozzi.

Non resta che trovare il vero antidoto per disinnescare il Covid-19, si spera in tempi brevi.