Coronavirus: nuovo esodo al Sud

Coronavirus: nuovo esodo al Sud

22 Marzo 2020 0 Di direzione

«Migliaia e migliaia di italiani stanno lasciando le regioni settentrionali». C’è il rischio che il contagio del Covid-19 esploda.

Ieri sera, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha comunicato in diretta Facebook le nuove misure per il contenimento della pandemia. La decisione assunta dal Governo è quella di chiudere, su tutto il territorio nazionale, ogni attività produttiva che non sia «strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali».

Pertanto, resteranno aperti:

  • tutti i supermercati e i negozi di generi di prima necessità, senza restrizioni di giorni e orari, dunque non c’è ragione di fare corse e code per gli acquisti;
  • farmacie e parafarmacie;
  • servizi bancari, postali, assicurativi, finanziari;
  • tutti i servizi essenziali come i trasporti;
  • le attività accessorie e funzionali a quelle essenziali;
  • le attività produttive rilevanti per la produzione nazionale.

Il premier ha spiegato che al di fuori delle attività ritenute essenziali, sarà consentito lo svolgimento di lavoro modalità smart working e solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale. «Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo».

«Migliaia e migliaia di italiani stanno lasciando le regioni settentrionali nelle quali saranno chiuse le fabbriche per tornare nei loro territori d’origine: Calabria, Campania, Sicilia, Puglia. Il rischio è che si possa ulteriormente allargare il contagio del Coronavirus: Palazzo Chigi non può restare inerte anche questa volta». E’ quanto afferma Roberto Occhiuto, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, in una nota che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia di stampa Adnkronos.

Poi, sottolinea che «Giuseppe Conte perde il pelo, ma non il vizio. Dopo due settimane dal primo Dpcm – quello che prevedeva restrizioni per la Lombardia e per altre 14 province del Nord, e che aveva causato un vero e proprio esodo di decine di migliaia di cittadini verso le regioni del Sud – il presidente del Consiglio ci ricasca, con le medesime modalità e con i medesimi errori. Un messaggio al Paese tra sabato e domenica, tanta confusione, zero trasparenza, poca chiarezza. Risultato? In queste ore si stanno drammaticamente ripetendo i comportamenti di 14 giorni fa».

«Il governo disponga immediatamente – i presidenti di Regione non hanno il personale per farlo – l’identificazione di tutti coloro che in queste ore si stanno spostando da Nord a Sud in treno e soprattuttoin automobile, anche attraverso l’utilizzo della polizia stradale e di altre forze dell’ordine presso le stazioni ferroviarie e presso i caselli autostradali. Nelle prossime ore presenterò alla Camera un’interrogazione al presidente del Consiglio affinché venga in Parlamento a spiegare queste assurde e pericolose modalità comunicative che di settimana in settimana stanno gettando sempre più il Paese nel caos», conclude Occhiuto.

Calabria

In una nota diramata stanotte all’una, la governatrice della Regione Calabria, Iole Santelli: «Ho appena firmato una ordinanza che prevede, con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020, il divieto di ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale»

«Si potrà entrare o uscire dalla Calabria solo per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali oppure per gravi motivi di salute”, spiega la nota,che poi conclude: “Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni».

Basilicata

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in attesa di leggere il provvedimento annunciato ieri dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, ritiene che occorra «un’ordinanza “più restrittiva”, “non per chiudere” la Regione, ma “per limitare gli spostamenti ‘per’ e ‘dalla’ regione alle ragioni essenziali, di lavoro, di salute, ai motivi già individuati negli altri provvedimenti».

«Stiamo aspettando di leggere il provvedimento annunciato ieri dal presidente del consiglio Giuseppe Conte – sottolinea Bardi – Il vero problema che si pone è, con la chiusura delle fabbriche, che ci sia un afflusso dei lavoratori verso il Meridione. Ci siamo sentiti anche con la presidente Santelli, temiamo che la prevalenza di persone ritorni al Sud, è necessario restringere le direttive già emanate».

L’appello di Bardi va anche ai cittadini, originari del Sud, che vivono e lavorano al Nord, affinché non tornino nel Meridione: «Rimangano lì, venire qui vuol dire trasferire il virus in un’altra regione”. Ed essendo la Basilicata un territorio dalla popolazione anziana si tratterebbe di una “diffusione e di un contagio difficile contrastare».

Al momento i numeri dei contagi per la Basilicata sono limitati ed è l’unica regione in cui non si è registrata neanche una vittima di coronavirus: «ma questo – sottolinea Bardi – dipende anche dal numero della popolazione” inferiore a quello di altre regioni. In ogni caso, secondo il governatore della Basilicata, senza un rafforzamento dei controlli per verificare il rispetto delle restrizioni, le armi sono spuntate: “Ho chiesto alla Conferenza Stato-Regioni di attivarsi per disporre l’impiego dell’Esercito. So che qui il prefetto ha fatto ricorso ai militari, ma sono poche unità. Se non ci sono controlli sul rispetto delle prescrizioni, il nostro resta un accorato appello».

Campania

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, fa sapere di avere avuto questa mattina un colloquio con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al quale «è stata sollecitata l’adozione di misure drastiche per bloccare il prevedibile flusso di cittadini di ritorno al Sud e in Campania per la chiusura di attività produttive». Il premier Conte, si legge in una nota, «ha rassicurato De Luca: il Governo sta affrontando questa problematica per le decisioni di merito».