In Africa è caccia agli europei: “bianchi” attaccati come untori

In Africa è caccia agli europei: “bianchi” attaccati come untori

21 Marzo 2020 0 Di direzione

È una notizia che probabilmente scatenerà l’indignazione degli antirazzisti militanti e radical chic vari: in Africa la pandemia da coronavirus sta scatenando il razzismo verso europei e cinesi. E non parliamo di casi isolati ma di vere e proprie aggressioni e di violenze in più Paesi, dal Kenya al Sudafrica passando per l’Etiopia. Il tutto accade mentre nel continente africano è salito a 805 il numero complessivo dei contagi confermati. Secondo quanto riferisce la piattaforma Covid19-Africa, il Paese con il numero più alto di contagi si conferma l’Egitto con 256 casi, seguito da Sudafrica (151), Algeria (90), Marocco (63), Tunisia (39), Senegal (38), Burkina Faso (33), Repubblica democratica del Congo e Camerun (14), Nigeria (12), Ruanda (11), Costa d’Avorio, Ghana e Togo (9), Kenya (7), Etiopia, Tanzania e Seychelles (6), Guinea equatoriale (4), Gabon, Namibia e Mauritius (3), Zambia, Guinea, Liberia, Mauritania e Benin (2), Repubblica del Congo, Repubblica Centrafricana, Gabon, Sudan, Eswatini, Benin, Somalia, Gambia, Niger e Capo Verde (1), per un totale di 21 morti e 72 guariti.

Coronavirus, in Africa aggressioni contro europei

Con l’aumento delle persone positive al Covid-19 accrescono anche le tensioni e la xenofobia, soprattutto in Paesi come l’Etiopia. L’ambasciata degli Stati Uniti in Etiopia, riporta l’agenzia Nova, ha condannato le aggressioni avvenute nei confronti di cittadini stranieri sospettati di essere positivi al coronavirus. In una nota pubblicata sul suo sito web, la rappresentanza diplomatica si è detta preoccupata per il “sentimento xenofobo” scaturito dalla conferma dei primi casi di contagio nel Paese. “Ci sono state segnalate molestie e aggressioni direttamente collegate al Covid-19 da altri cittadini stranieri residenti ad Addis Abeba e in altre città del paese. In base alle testimonianze, gli stranieri vengono attaccati con pietre e con sputi o inseguiti e a molti vengono negati i servizi di trasporto”, si legge nella nota.

Come conferma un reportage de La Stampa, in Etiopia un professore straniero è stato assaltato a colpi di pietre, mentre un ragazzo è stato costretto a fuggire da uno spazio di co-working nel quartiere di Bole. Una spirale di violenza alimentata da una serie di post sui social media in cui si vedono bianchi fotografati per le strade della capitale etiope accusati di essere positivi al coronavirus senza alcuna base scientifica o test di conferma. Le tensioni contro gli europei accusati di diffondere il covid-19 accrescono anche in Sudafrica, il secondo Paese africano più colpito.

Come riporta La Stampa a Johannesburg, un autobus, con decine di turisti europei a bordo, è stato apostrofato con lo slogan “corona, corona” costringendo l’ autista ad abbandonare l’ area in cui si trovava. E sui social molti utenti accusano occidentali e bianchi ricchi sudafricani di “importare il virus” e di diffonderlo nel Paese. La preoccupazione nel Paese sale e così le autorità locali hanno deciso che gli stranieri non potranno sbarcare all’aeroporto di Johannesburg, mentre la compagnia statale South African Airways ha sospeso tutti i voli internazionali fino a giugno.

Kenya, uomo picchiato a morte

Un uomo in Kenya sospettato di positivo è stato picchiato a morte da un gruppo di giovani giovedì mentre tornava a casa. L’uomo di 35 anni, identificato con il nome di George Kotini Hezron, stava tornando a casa da un bar a Msambweni, un villaggio di pescatori popolare tra i turisti per le sue bellissime spiagge sabbiose, quando il gruppo di giovani lo ha assalito.

Dopo averlo aggredito verbalmente la folla lo ha picchiato, lanciando anche delle pietre, prima di fuggire. Trasportato all’ospedale di Msambweni, è morto a causa delle gravi ferite. Il comandante della polizia locale Joseph Nthenge ha annunciato la morte dell’uomo, aggiungendo che non c’erano prove concrete che la vittima fosse stata infettata. L’incidente è avvenuto dopo che il segretario alla salute del Kenya, Mutahi Kagwe, ha confermato altri tre casi di coronavirus a livello nazionale, portando il numero totale di infetti a sette. Tra i casi positivi un cittadino del Burundi arrivato in Kenya da Dubai e una coppia spagnola.