Pensioni, il nuovo calendario. Quando pagano gli assegni

Pensioni, il nuovo calendario. Quando pagano gli assegni

18 Marzo 2020 0 Di direzione

Il ministro del Lavoro pensa ad un anticipo sui pagamenti per evitare assembramenti: “Si può partire il 26 marzo”

Il viceministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, che è espressione del MoVimento 5 Stelle, ha aperto ad una possibilità, che per ora non era ancora stata ventilata dall’esecutivo del Belpaese: i pensionati potrebbero accedere alle pensione con qualche giorno di anticipo, nel caso in cui però decidessero di prelevare mediante il bancomat.

Per ora si tratta di una mera ipotesi, ma nel corso della serata di ieri l’esponente grillino è parso piuttosto possibilista su questo scenario, che dovrà essere confermato dall’azione del governo guidato da Giuseppe Conte prima di poter essere confermata del tutto. Ma la strada, comunque sia, sembra essere già stata tracciata.

Stando a quanto riportato dall’Adnkronos, la dichiarazione mediante cui Stefano Buffagni ha spiegato quale sia la situazione in ballo è questo: “Siamo al lavoro per far sì che Poste possa erogare a chi preleva col bancomat con giorni in anticipo la pensione per evitare che ci sia l’assembramento dei pensionati. L’idea è quella di prelevare per il 26. Mi sembra una bella cosa per i pensionati”. Questo, ovviamente, consentirebbe di evitare gli assembramenti. Punto su cui è intervenuto il ministro del Lavoro, Catalfo, che ha concretamente paerto all’ipotesi di anticipare l’erogazione degli importi degli assegni previdenziali: “Insieme con Poste e Inps stiamo anticipando il pagamento delle pensioni al 26 marzo e lo stiamo scaglionando fino 1 aprile per evitare affollamento all’interno degli uffici postali e garantire l’incolumità”.

Una finalità che tutti gli ultimi decreti ministeriali, da quando la diffusione del Covid-19 è divenuta una realtà problematica e straordinaria, hanno perseguito.

Ma non è tutto. Se non altro perché la pandemia dovuta al coronavirus necessita di interventi strutturali, che non possono essere limitati a qualche anticipazione sulle tempistiche relative alla recezione della pensione. Il governo è chiamato a mettere in campo delle misure complessive. Quelle che il governo Conte sta per adottare, secondo più di qualche commentatore, non corrispondono a misure sufficienti per affrontare un pendio che può portare alla recessione. Ma Buffagni ha difeso la linea del premier giallorosso e della maggioranza di centrosinistra, aggiungendo qualche ulteriore specificazione: “Al momento dobbiamo riuscire a far arrivare questi 25 miliardi nelle tasche delle persone, dopodiché son sicuro che col decreto aprile si faranno valutazioni ulteriori. Si è trovata la soluzione migliore per coprire tutte le esigenze”, ha concluso intervenendo a Fuori dal Coro.