L’Europa marcia verso la recessione e la Bce taglia gli acquisti di titoli tedeschi: Berlino prepara lo scontro con Lagarde

L’Europa marcia verso la recessione e la Bce taglia gli acquisti di titoli tedeschi: Berlino prepara lo scontro con Lagarde

18 Marzo 2020 0 Di direzione

Mentre la Banca centrale cinese è impegnata a tamponare i tonfi del mercato a colpi di bandi sulle vendite e iniezioni di liquidità e la Fed prosegue la sua opera di dissimulazione rispetto alla reale natura delle operazioni di stimolo già in atto, la Bce prepara il proprio processo di review rispetto agli obiettivi statutari. In primis, per stessa ammissione della numero uno, Christine Lagarde, il target inflazionistico. Insomma, il Sacro Graal del 2% è destinato a finire in discussione. Qualcuno, come il capo economista dell’Fmi e stretto collaboratore dell’attuale governatrice dell’Eurotower, Olivier Blanchard, non ha dubbi al riguardo: quel dato percentuale va calibrato al rialzo nell’eurozona. Qualcun’altro, come il numero uno della Banca centrale austriaca, Robert Holzmann, punterebbe invece a una revisione al ribasso. In mezzo, la gran parte dei membri del board e dei regolatori interessati, favorevoli a una soluzione compromissoria e un po’ gattopardesca, ovvero il mantenimento del 2% con però una banda di oscillazione definita “di tolleranza”, sia al rialzo che al ribasso. Ma come ne La fattoria degli animali, ci sono membri e pareri che contano più degli altri. Uno di questi è quello di Jens Weidmann, potente capo della Bundesbank e per un certo periodo accreditato come successore di Mario Draghi proprio alla guida della Bce. Per il numero uno della Banca centrale tedesca, il nuovo obiettivo inflazionistico deve essere “capibile, indirizzato verso il futuro e realistico”. Proprio per questo, “non obbligatoriamente al rialzo”.

Fin qui, nulla che stupisca, visto il personaggio e l’istituzione che rappresenta. Ma a lasciar intendere che il processo di review interna dell’Eurotower potrebbe rivelasi più insidioso del previsto per Christine Lagarde ci ha pensato, il 3 febbraio, proprio la Bundesbank, la quale nel rilanciare dal suo sito un’intervista sul tema con il governatore, ha utilizzato sui social network questa foto-copertina

ovvero, una messa in guardia senza troppi giri di parole. Jens Weidmann, apertissimo alla discussione, vuole però dell’altro. E pressoché in contemporanea con il dibattito sui nuovi obiettivi della Bce: uno studio operativo su come dire addio alla politica monetaria espansiva posta in essere durante la gestione di Mario Draghi e che Christine Lagarde pare non voler mettere in discussione, a partire dai tassi negativi sui depositi. E proprio questo punto sembra uno dei capisaldi della crociata che Weidmann potrebbe essere pronto a scatenare in seno al board, in caso il “pilota automatico” impostato da Mario Draghi prima del suo addio vedesse l’attuale Consiglio intenzionato a non muoversi dai presupposti espansivi attuali.