Meloni: “Ma quale decreto Cura-Italia? Diciamo Cerotto-Italia… Serviranno ben altre risorse”

Meloni: “Ma quale decreto Cura-Italia? Diciamo Cerotto-Italia… Serviranno ben altre risorse”

16 Marzo 2020 0 Di direzione

Giorgia Meloni interviene di nuovo con una diretta Facebook per commentare il decreto odierno denominato Cura-Italia. Mi preoccupa – ha detto – che lo si chiami così: io lo chiamerei piuttosto Cerotto-Italia… Perché se è il primo di una serie di decreti e di interventi va bene, ma con questo non si cura niente”. Poi la leader di Fratelli d’italia ha esaminato quello che si sa del decreto, perché il testo a disposizione ancora non c’è. “Qualcuno ha in testa i fondi del Mes, ma sarebbe come commissariare il nostro Paese”. Così sottolinea la sua contrarietà all’eventuale ricorso al meccanismo del fondo salva stati per liberare aiuti all’Italia da parte della Ue

Meloni: potremmo decidere di riprenderci i nostri soldi dalla Ue

“Anzi – aggiunge – visto che abbiamo dato soldi al fondo, potremmo decidere di riprenderci quei soldi, quelli che abbiamo dato, senza far scattare il meccanismo”. Sottolineando che magari l’Italia potrebbe dimostrare di voler tornare a essere un Paese sovrano. “Ma bisogna avere un’Europa utile, che abbia vagamente voglia di aiutarci. E a questo proposito come Fratelli d’italia stiamo attivando una raccolta di firme per le dimissioni della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde”. La petizione andrà ovviamente al nostro governo che ne deve chiedere la rimozione. “Perché vedete, ha detto, gaffe o non gaffe, si deve dimettere in entrambi i casi perché è inadeguata

La Ue a un bivio: dovrà decidere se ha un futuro o meno

E poi tutte le risorse che ci serviranno ce le dovrà dare la Ue, altrimenti a che serve, perché ne continuiamo a far parte?” Insomma, ha detto ancora la Meloni, si apre una fase storica per la Ue: “Sarebbe l’occasione per l’Europa di avere la sua utilità. Deve decidere insomma se vuole avere un futuro o diventare totalmente inutile ai nostri occhi”

Il decreto? Deve essere il primo di tanti altri

In merito al decreto, “il giudizio generale di Fratelli d’Italia dipenda dalla sua natura. mi preoccupa sentirlo chiamare decreto Cura-Italia. perché non è cosi che l’Italia si può curare, perché serviranno ben altri decreti, ben altre risorse e ben altro impegno. E ben altro coraggio. Non è cosi che si affronta l’emergenza coronavirus. Ma se invece – ha aggiunto – ci sono altri decreti, allora il ragionamento cambia. E su questo vorremmo delle rassicurazioni dal governo. Servono molte altre risorse, molti altri provvedimenti”

Il governo non si illuda: ci vuole uno choc fiscale vero

“Prendiamo ad esempio la cassa integrazione – ha illustrato la Meloni -: non è per tutti, a quanto pare, ma solo per c hi arriva prima a chiederlo. Il sostegno agli autonomi poi è del tutto ridicolo, 500 euro al mese è troppo poco. Meno del reddito di cittadinanza, i cui percettori, come da noi chiesto, avrebbero almeno potuto contribuire a sanificare la nazione anziché stare a casa. Sul fisco, poi, il governo deve rendersi conto che dopo l’emergenza servirà uno choc fiscale molto serio. E non semplici proroghe o dilazioni, ma anche di questo ne riparleremo. Potete contarci “

Molti punti di Fratelli d’Italia accolti

Nel decreto invece – ha detto Giorgia Meloni – sono state inserite molte proposte di Fratelli d’Italia, su tutti gli argomenti, dalle tasse alle famiglie, ai congedi parentali, ai voucher. “Sì, moltissime proposte sono state accolti e sono estremamente fiera di dirlo. C’è anche qualcosa per i disabili, inserito poi unicamente grazie a Fratelli d’Italia. La leader di FdI ha poi nuovamente ringraziato da parte di tutti gli italiani coloro che stanno lavorando, dai medici agli infermieri al personale sanitario ma anche ai postini ai tecnici alle commesse del supermercato. “Ai quali lo Stato deve riconoscere un valore in busta paga e non i cento euro di oggi. Ma comunque siamo lieti che sia passato un principio”

Gli stabilimenti militari producano i farmaci

“C’è una cosa poi alla quale tengo, e che sembra sia stata inserita. In italia come sappiamo rischiano di mancare i farmaci, grazie anche ai nostri partner europei. Come FdI abbiamo chiesto e ottenuto che gli impianti militari vengano finanziati per poter produrre questi farmaci , perché non vogliamo far mancare i farmaci agli italiani. Altre cose poi mancano nel decreto, come il liberare l’impresa ad esempio. Noi da sempre diciamo basta con la burocrazia che opprime lavoratori e imprenditori, ma queste proposte non ci sono state accolte, come del resto quelle deol giusto sostegno al mondo agricolo”.

Giorgia Meloni ha poi concluso: “La cosa che mi piacerebbe è che collaborassimo tutti all’uscita dall’emergenza, compresi quei movimenti politici che invece di lavorare per l’italia si occupano di attaccarci. Alla fine ne usciremo, ce la faremo tutti insieme. Ma poi state sicuri che, passata la tempesta, dovremo regolare i conti con chi ci ha abbandonato, come i nostri amici europei. Viva l’Italia”.