Mascherine a rischio: ecco come disinfettarle, lo spiega il ministero della Difesa. Che però avverte…

Mascherine a rischio: ecco come disinfettarle, lo spiega il ministero della Difesa. Che però avverte…

16 Marzo 2020 0 Di direzione

Quanto durano le cosiddette mascherine monouso per proteggersi dal Coronavirus? Ma, soprattutto, possono essere riutilizzate? Sono queste le domande più pressanti che girano sui Social. E in aiuto, per capire come trattare le mascherine, arriva un documento dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare dell’Agenzia Industrie Difesa.

Il documento, che lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare specifica essere “ad uso interno” e che la “procedura” non è “ancora approvata”, chiarisce come, “nell’impossibilità di reperire un numero sufficiente di mascherine di ricambio” si può “tentare di bonificare le mascherine già usate”.

Mascherine, non riutilizzarle se usate in contesti a rischio

Ma, avverte lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare tali mascherine devono essere “state usate in contesti non a rischio”. Che significa?
Che questa procedura, ancorchè da verificare, esclude quelle “utilizzate dal personale sanitario. Ovvero, aggiunge lo Stabilimento Militare, “con la certezza di non essere entrati in contatto con persone contagiate. Ciò significa che non esiste ancora – sottolinea, con forza, l’industria chimico farmaceutica della Difesa – una evidenza sperimentale che ne convalidi il “reimpiego” in tal senso”.

Insomma, si devono ancora fare i test al riguardo.
Tuttavia, ecco ciò che dice il documento di 3 pagine dello Stabilimento Militare Chimico Farmaceutico sulla sanificazione delle mascherine monouso.

n 8 punti ed evidenziando 4 avvertenze, lo Stabilimento Militare spiega che il trattamento di sanificazione può essere eseguito “a titolo cautelativo” per “non più di tre volte, salvo prematuro ed evidente deterioramento della mascherina“. E questo perché, appunto, al momento “non sono ancora disponibili dati sul numero massimo di volte che può essere ripetuto il trattamento”.

Mascherine sanitizzate con soluzione idroalcolica al 70%

E, dunque, “il materiale da impiegare per la sanitizzazione” della mascherina “è costituito da una soluzione idroalcolica al 70% (alcool 70%) in erogatore spray ecologico o altro dispenser.

Quanto alle modalità operative, lo Stabilimento ricorda che “sia la superficie esterna della mascherina indossata e le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus. Pertanto si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, onde evitare il rischio di reinfettare o di infettarsi”.

“Per questo motivo è importante attenersi scrupolosamente – sottolinea il documento riservato dello Stabilimento Militare – all’ordine delle operazioni descritto di seguito”. Ed è, appunto, la procedura illustrata nella foto qui sopra. Che spiega, innanzitutto, come effettuare un accurato lavaggio delle mani seguendo lo schema indicato.

Dopodichè, spiega il documento riservato, “togliere la mascherina indossata sul visoutilizzando gli elastici e cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna”.
Quindi “lavarsi nuovamente le mani seguendo le istruzioni del punto 1, indossare un nuovo paio di guanti monouso, o, in alternativa, sanitizzare le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo”.

Non toccare mai la mascherina nella parte interna

“Adagiare” quindi “la mascherina  su una superficie precedentemente pulita/sanitizzata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica o altro disinfettante idoneo con la parte esterna verso l’alto”.

“Spruzzare uniformemente la soluzione idroalcolica al 70% su tutta la superficie copreso gli elastici. Ma senza eccedere nella bagnatura. – avverte lo Stabilimento Militare – E’ sufficiente che sia spruzzato uno strato uniforme sull’intera superficie”. Quindi “girare la mascherina e ripetere l’operazione”.

Infine “lasciare agire la soluzione fino a completa evaporazione in un luogo proteto (almeno 30 minuti, il tempo di asciugatra può variare in funzione delle condizioni ambientali)”. E, quindi, a quel punto, “dopo l’asciugatira, trascorso il tempo suddetto, la mascherina è sanitizzata. Evitare pertanto – si raccomanda lo Stabilimento Militare – di contaminarla soprattutto nella parte interna”.