Tumore al seno, scoperta una molecola complice

Tumore al seno, scoperta una molecola complice

15 Marzo 2020 0 Di direzione

Lo studio, condotto da esperti della International Agency for Research on Cancer e dalla University of Oxford, è stato pubblicato sugli Annals of Oncology

Si stima che circa una donna su dieci ne venga colpita nel corso della vita. Il tumore al seno, la neoplasia più frequente del sesso femminile, è caratterizzata dalla formazione di un tessuto costituito da cellule che crescono in maniera anomala e incontrollata all’interno della ghiandola mammaria

Allo stadio iniziale il carcinoma è confinato nel tessuto adiposo (Stadio 1). In seguito può diffondersi nelle immediate vicinanze (Stadio 2) o estendersi ai tessuti sottostanti della parete toracica (Stadio 3). Lo stadio 4, infine, corrisponde al cosiddetto tumore al seno metastatico.

Non sono ancora note le cause di questa forma di cancro. Esistono, tuttavia, dei fattori di rischio. Innanzitutto l’età. La maggior parte dei casi, infatti, viene diagnosticata in soggetti con un’età superiore ai 50 anni. Sotto la lente di ingrandimento, poi, la prima gravidanza dopo i 30 anni, il menarca prima dei 12 anni, la nulliparità, la menopausa tardiva e la familiarità. Circa il 10% delle pazienti, soprattutto giovani, ha più di un parente affetto da neoplasia. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che un uso eccessivo di estrogeni aumenta il rischio di sviluppare la patologia. A determinare la stessa è anche una ormai riconosciuta predisposizione genetica. Tra le mutazioni le più note sono quelle a carico dei geni oncosoppressori BRCA-1 e BRCA-2, dai quali dipende il 50% delle forme ereditarie cancerose.

Va comunque specificato che in questi casi si eredita la predisposizione al tumore al seno, non la malattia stessa. Ulteriori fattori di rischio includono il sovrappeso, l’obesità, la sedentarietà, l’abuso di alcool, il fumo, la dieta povera di frutta e verdura. L’obiettivo principale resta quello di giungere ad una diagnosi precoce mediante l’osservazione periodica del seno. Il primo segno clinico a cui si deve prestare attenzione è l’aumento della consistenza legato alla presenza di noduli. Da non sottovalutare, altresì, le piccole rientranze della cute, le secrezioni sierose o ematiche, le lesioni eczematose e l’ingrossamento dei linfonodi sotto l’ascella.

È stata individuata un’altra possibile causa di tumore al seno, consistente nell’alta concentrazione nel sangue della molecola ‘IGF-1’. A rivelarlo, come riporta Ansa.it, un’ampia ricerca pubblicata sugli ‘Annals of Oncology’ che ha coinvolto centinaia di migliaia di donne in Gran Bretagna. Lo studio è stato condotto da esperti della International Agency for Research on Cancer a Lione e dalla University of Oxford. Nella prima parte dell’indagine gli epidemiologi hanno misurato le concentrazioni di ‘IGF-1’ nel sangue di 206.263 pazienti, il cui stato di salute è stato monitorato per sette anni.

Durante questo periodo sono stati diagnosticati 4630 casi di carcinoma mammario. In particolare è emerso che si ammalava con maggiore probabilità chi aveva concentrazioni più elevate della molecola, ovvero 26 soggetti su 1000. Nella seconda parte dello studio gli scienziati hanno studiato il Dna delle donne alla ricerca di geni che alterano le quantità di ‘IGF-1’ nel sangue. Anche da questa indagine si è scoperto che i soggetti geneticamente predisposti ad avere grandi concentrazioni della molecola, erano più a rischio di sviluppare il cancro.