Coronavirus, ora è psicosi in Germania: assalto ai supermercati a Berlino

Coronavirus, ora è psicosi in Germania: assalto ai supermercati a Berlino

15 Marzo 2020 0 Di direzione

Supermercati presi d’assalto nella capitale tedesca in vista della chiusura di scuole, bar, ristoranti e teatri prevista per martedì prossimo fino al 18 aprile. Ed è corsa all’acquisto di gel disinfettanti e carta igienica

Le scene sembrano le stesse già viste nelle città italiane qualche settimana fa, dopo l’annuncio dell’istituzione della “zona rossa” in Lombardia ed altre province del nord.

Era l’inizio dell’epidemia nel nostro Paese. Ora tocca a Berlino. Gli scaffali dei supermercati della capitale tedesca cominciano a svuotarsi mano mano che il virus avanza anche in Germania. Sette sono le vittime, mentre i contagi hanno già superato quota 3mila. Per questo in tutte le regioni del Paese è stata annunciata la chiusura delle scuole.

L’obiettivo è contenere la diffusione del virus. Prima la Baviera e a seguire tutti gli altri, compreso il Nord-Reno Vestfalia, epicentro dell’epidemia all’interno dei confini tedeschi. Anche nel Land di Berlino da martedì prossimo fino al 18 aprile è stata disposta la chiusura di scuole, teatri, musei, biblioteche, bar e ristoranti. La decisione era nell’aria da qualche giorno, complice l’aumento esponenziale del numero degli infettati.

Ad annunciarla, ieri, è stato il sindaco Michael Mueller che ha disposto anche limitazioni per i mezzi pubblici. Autobus e metropolitane, da martedì, passeranno con meno frequenza. Vietati anche gli eventi pubblici con più di mille partecipanti. Lo stop di un mese, chiarisce il Berliner Morgenpost, verrà applicato a “tutte le strutture di ristorazione che non servono forniture alimentari di base”. Ma in città è già partita la corsa per accaparrarsi beni di prima necessità. Uno su tutti, la carta igienica, esaurita in quasi tutti i supermercati. Un video che circola in rete mostra la commessa di una catena di negozi che vendono prodotti per la casa ad Erfurt, in Turingia, mentre interviene per separare due clienti che sono quasi venuti alle mani pur di accaparrarsi l’ultimo pacco.

Gli scaffali di un noto cash and carry a Spandau, quartiere alla periferia ovest di Berlino, oggi erano completamente vuoti. Dal reparto di frutta e verdura a quello dei prodotti per la pulizia. “Non è rimasta neanche una cipolla”, dice chi si è trovato davanti intere file di ripiani senza l’ombra della merce. Stesse scene anche in diversi supermercati dei quartieri più centrali, come Nëukolln o Charlottenburg. I berlinesi fanno incetta di latte, pasta, frutta, verdura e alimenti a lunga conservazione, come i legumi. “Massimo tre barattoli di disinfettante per le mani a persona”, si legge sul cartello esposto sopra uno degli scaffali. Ma i gel antibatterici sono già tutti spariti.

Intanto il governo tedesco ha chiesto a chi arriva da Italia, Austria e Svizzera di mettersi in auto-isolamento anche in assenza di sintomi. Lo ha annunciato il ministro della Sanità, Jens Spahn. “Evitate contatti non necessari e restate per due settimane a casa”, ha scritto su Twitter. Il Paese, insomma, inizia a blindarsi. E la cancelliera Angela Merkel ha annunciato ieri che a sostegno delle imprese tedesche colpite dall’emergenza coronavirus il governo metterà a disposizione un’iniezione di liquidità. Un “bazooka” da 550 miliardi di euro, oltre alla possibilità per le aziende di richiedere “crediti illimitati”. È la ricetta tedesca per evitare che il virus contagi anche l’economia.