Mattarella alza la voce: “L’Ue aiuti, non ostacoli» Appello del centrodestra “Fermate gli speculatori”

Mattarella alza la voce: “L’Ue aiuti, non ostacoli» Appello del centrodestra “Fermate gli speculatori”

13 Marzo 2020 0 Di direzione

Il Quirinale irritato con la Commissione Forza Italia: “Stop alle vendite allo scoperto”

In un solo giorno la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen si è ritrovata ad affrontare lo scaricabarile di Christine Lagarde (che ha chiesto a Bruxelles più coraggio, avendone avuto lei molto poco) e una strigliata del presidente della repubblica Sergio Mattarella.

La solidarietà all’Italia della presidente dell’esecutivo europeo non è bastata a fermare le accuse a Bruxelles di immobilismo, arrivate anche – ieri soprattutto – da chi non può essere considerato un euroscettico.

Le risorse stanziate per fare fronte all’emergenza coronavirus, 25 miliardi di euro, sono poche. E non sono escluse alzate di scudi dei Paesi del Nord contro eccessive concessioni all’Italia in termini di sforamento del deficit.

La dichiarazione del Quirinale arrivata ieri sera è da leggere in questo senso e anche alla luce del flop della Bce a guida Lagarde. «L’Italia sta attraversando una «condizione difficile» e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus «sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione europea», si legge in una nota ufficiale del Capo dello Stato. Il Quirinale «si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione».

Più che gli steccati politici in questa fase della crisi sanitaria innescata dal coronavirus e delle sue conseguenze economiche, pesa il ruolo delle istituzioni. È di ieri, nella giornata del tonfo peggiore della storia di Piazza Affari un nuovo appello alla Consob, affinché l’autorità che vigila sulla Borsa e sulle società quotate faccia la sua parte. Nei giorni scorsi Forza Italia formulò la richiesta di chiudere le contrattazioni (ignorata) e di frenare le vendite allo scoperto. Ieri Sestino Giacomoni, vicepresidente della commissione Finanze alla Camera e componente del coordinamento di presidenza di Forza Italia ha invitato l’Authority guidata da Paolo Savona a «riconsiderare» la proposta «ed intervenire subito per bloccare almeno le vendite allo scoperto. I crolli che si sono registrati oggi e negli ultimi giorni non trovano giustificazione in alcuna ragione reale. Senza controllo delle vendite allo scoperto corriamo il rischio di scalate predatorie contro le nostre aziende». Anche il governo deve agire in questo senso. Se Consob ed esecutivo non prenderanno misure per fermare chi specula sulle perdite, «con il loro silenzio scriveranno una pagina scura della storia economica di questo Paese».

L’altra istituzione sotto i riflettori è appunto la Commissione europea. Oggi sarà presentato il «pacchetto di risposte economiche alla crisi» annunciato dalla presidente von der Leyen. «Sono certo che queste risposte daranno ai cittadini, alle imprese e alla comunità economica rassicurazioni sui nostri impegni», ha commentato il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, che ha anche lodato l’Italia per avere dato il «buon esempio» con il suo pacchetto di misure.

Il punto è un altro. Non le misure di spesa messe in campo da Bruxelles, per forza di cosa limitatissime, ma la sospensione del Patto di stabilità. Da ieri non è solo un auspicio, ma un ipotesi che sta prendendo piede al vertice di Commissione e Consiglio europeo. In concreto è la sospensione dell’aggiustamento di bilancio in caso di un calo significativo dell’economia. Per l’Italia la sospensione è già scontata visto che il rapporto deficit/Pil rischia già di raddoppiare rispetto agli obiettivi.