Emergenza coronavirus, amministrative di primavera verso il rinvio del voto

Emergenza coronavirus, amministrative di primavera verso il rinvio del voto

13 Marzo 2020 0 Di direzione

Nella bozza del governo, in vista del prossimo Cdm, emerge la possibilità di far slittare le amministrative di primavera. Possibile anche un’ulteriore proroga del referendum sul taglio dei parlamentari

Il governo pensa a uno slittamento delle elezioni regionali e comunali previste per la primavera.

E non è da escludere nemmeno un’ulteriore proroga per il referendum sul taglio dei parlamentari. È quanto emerge dalla bozza del decreto, in vista del prossimo Consiglio dei ministri.

La proposta, avanzata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, si inserisce tra le misure da mettere in atto per cercare di contrastare la diffusione del coronavirus. Il mandato degli “organi elettivi regionali” avrebbe scadenza, per alcune Regioni, il 31 luglio del 2020, ma il voto potrebbe essere rimandato. Una delle proposte riguarda le elezioni comunali e nella bozza, infatti, si legge: “In deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 7 giugno 1991, n. 182, limitatamente all’anno 2020, le elezioni dei consigli comunali, previste per il turno annuale ordinario, si tengono in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2020”. Se la proposta venisse approvata, quindi, le elezioni comunali previste per questa primavera potrebbero slittare fino al prossimo autunno-inverno.

Potrebbe allungarsi di sei mesi anche il mandato delle sei Regioni, il cui voto era previsto in primavera: si tratta di Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Secondo la proposta, infatti, è necessario “persegue l’obiettivo di evitare che le consultazioni elettorali, previste per la primavera 2020, si tengano in un periodo in cui è difficile garantire l’ordinario e uniforme svolgimento della campagna elettorale su tutto il territorio nazionale”. Per questo, “in deroga a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, della legge 2 luglio 2004, n. 165, gli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario il cui mandato scade entro il 31 luglio 2020, durano in carica cinque anni e tre mesi”.

Per il momento si tratta di proposte e di possibilità e nulla è ancora ufficiale. Bisognerà aspettare che la bozza si trasformi in decreto e il via libera potrebbe anche tenersi nel weekend, dati i ritmi di lavoro del governo.

Un ulteriore rinvio è possibile anche per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, che potrebbe slittare alla fine di autunno. Infatti, secondo quanto si legge nella bozza, il termine entro il quale è stato indetto il referendum “è fissato in duecentoquaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso”. L’ordinanza che lo ha emesso risale a fine gennaio e i 240 giorni scadrebbero a fine settembre.