Coronavirus in Italia 1.045 i guariti ma sono 10.590 i malati. Le vittime 827

Coronavirus in Italia 1.045 i guariti ma sono 10.590 i malati. Le vittime 827

12 Marzo 2020 0 Di direzione

Trend in crescita ma c’è da tenere conto che i dati della Lombardia di ieri erano parziali. L’Iss: “Il virus non è più aggressivo in Italia”

Non riescono ancora a dare un quadro reale della situazione, i numeri che registrano 10.590 malati di coronavirus in Italia. Non ci sono infatti ancora gli elementi per parlare di picco in un Paese che presenta “una situazione a macchia di leopardo”, ha detto il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza. “I prossimi 14 giorni – ha rilevato – saranno cruciali per capire l’andamento dei casi”. Solo dopo questo periodo si potranno vedere gli effetti delle misure finora adottate. “Guardiamo con fiducia ai risultati che potrà dare quest’opera di contenimento. Serve ancora tempo”, ha detto ancora Rezza.

I numeri di oggi

Anche oggi il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli ha aggiornato i numeri della pandemia (appena dichiarata dall’Oms) di Coronavirus durante la consueta conferenza stampa. Sono 1.045 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il virus, 41 in più di ieri, ha detto Borrelli aggiungendo che sono 10.590 i malati in Italia, 2.076 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 12.462. Le vittime sono complessivamente 827: rispetto a ieri sono 196 in più.

Trend in crescita ma i dati della Lombardia erano parziali

Superati i mille malati in terapia intensiva: sono 1.028, 151 in più rispetto a ieri. Dei 10.590 malati complessivi, 5.838 sono poi ricoverati con sintomi e 3.724 sono quelli in isolamento domiciliare. Tra i malati di coronavirus in più conteggiati oggi, circa 600 sono persone della Lombardia di cui ieri non erano disponibili i dati. Lo ha spiegato il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Ieri l’aumento dei malati era stato di 529 (pari al 6,6% sul giorno precedente), mentre oggi l’aumento è di 2.076 contagiati che complessivamente porta un incremento del 24,3% sulle 24 ore, “crescita nel trend dei giorni scorsi”, ha detto Borrelli, tenendo conto dei 600 ieri non conteggiati.

10.590 malati, 2.076 in più rispetto a ieri

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 5.763 i malati in Lombardia (1.336 in più di ieri), 1.588 in Emilia Romagna (+171), 940 in Veneto (+157), 480 in Piemonte (+44), 461 nelle Marche (+80), 314 in Toscana (+54), 125 nel Lazio (+26), 149 in Campania (+23), 181 in Liguria (+53), 110 in Friuli Venezia Giulia (+0), 81 in Sicilia (+21), 71 in Puglia (+16), 74 in Trentino (+24), 37 in Abruzzo (+0), 44 in Umbria (+7), 16 in Molise (+1), 37 in Sardegna (+17), 19 in Valle d’Aosta (+2), 17 in Calabria (+6), 75 in Alto Adige (+37), 8 in Basilicata (+1). Quanto alle vittime, se ne registrano: 617 in Lombardia (+149), 113 in Emilia Romagna, (+28), 29 in Veneto (+3), 21 in Piemonte (+4), 18 nelle Marche (+5), una in Toscana (+0), 8 in Liguria (+0), una in Campania (+1), 6 Lazio (+0), 6 in Friuli Venezia Giulia (+3), 5 in Puglia (+2), uno in Abruzzo (+0), uno in Valle d’Aosta (+1) I tamponi complessivi sono 73.154, quasi 54mila dei quali in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Dubbi su chiusura totale

La chiusura totale evocata dai leader dell’opposizione Meloni e Salvini è ancora all’esame. “Una misura di chiusura generalizzata deve ancora essere valutata, al momento non ci sono decisioni e non sono cambiate le valutazioni precedenti del comitato scientifico”. “Il consiglio è sempre lo stesso, uscire per lo stretto necessario e indispensabile”, ha ribadito il commissario precisando che anche ci esce a piedi “deve portare l’autocertificazione”.

Ok mascherine

“Sull’uso delle mascherine chirurgiche in luogo di lavoro: il Comitato scientifico raccomanda di rispettare rigorosamente la distanze di un metro come principale criterio di contenimento del virus. In assenza della possibilità di mantenere la distanza è raccomandato l’uso delle mascherine”, ha detto ancora Borrelli.

Iss: virus non è più aggressivo in Italia

Nel corso della stessa conferenza stampa Giovanni Rezza, dell’Iss, ha affermato che l’Istituto “ha isolato e sequenziato il genoma del virus di un paziente cinese allo Spallanzani e di un paziente lombardo, tutto il genoma. Ora facciamo lo stesso con un paziente veneto. Ci sono solo piccole mutazioni, il virus è come quello cinese, che viene da Wuhan, non è diventato più aggressivo” in Italia. “La Cina ci ha insegnato molto sul contenimento dell’infezione, quanto fatto a Wuhan e nell’Hubei è un successo, in Europa vengono applicate le misure in maniera diversa. La Cina dimostra che misure stringenti possono rallentare o addirittura controllare focolai anche grandi”.

 Ritardi Italia? Vediamo se Germania fa meglio

“I tedeschi dicono che in Italia abbiamo intercettato tardi il virus? Se riusciranno a contenere quest’ondata, con il contact tracing (mappa dei contatti, ndr) estensivo, avranno ragione e gli diremo bravi. Se non ci riusciranno e la situazione gli sfuggirà di mano avranno torto. Aspetterei prima di giudicare”. Lo ha detto Rezza rispondendo ai giornalisti a margine della conferenza stampa alla Protezione civile.