Casalino ora è nel mirino per la bozza del decreto Conte pronto a silurarlo

Casalino ora è nel mirino per la bozza del decreto Conte pronto a silurarlo

10 Marzo 2020 0 Di direzione

La fuga di notizia di sabato non è piaciuta a Palazzo Chigi e a Giuseppe Conte. Il premier ha “ampliato” le deleghe di Maria Chiara Ricciuti, la portavoce numero due

La gravissima fuga di notizia di sabato sera sul coronavirus, che ha permesso la divulgazione sui quotidiani italiani della bozza del decreto del presidente del Consiglio che metteva in quarantena il Nord Italia, scatenando il caos e “l’assalto” ai treni verso il sud Italia dalle stazioni di Milano centrale e Garibaldi, non poteva che avere delle conseguenze.

Come già chiarito dal nostro giornale, la responsabilità di quel bruttissimo pasticcio non è certamente della Regione Lomabardia, dato che la bozza del decreto era già circolata sui quotidiani italiani prima della pubblicazione del pezzo della Cnn (che citava, in una prima versione poi smentita, la stessa regione come fonte).

È dunque probabile che la bozza sia stata divulgata da ambienti romani vicini al governo Conte. Già, ma da chi? Difficile dirlo. Sta di fatto, come riporta Jacopo Iacoboni su La Stampa, che quella fuga di notizia non è piaciuta affatto a Palazzo Chigi e al premier Giuseppe Conte. Il primo effetto della disastrosa vicenda, scrive La Stampa, è che, in un lunedì politicamente difficilissimo per Rocco Casalino, a Palazzo Chigi sono state ampliate sia pure in maniera informale le deleghe di Maria Chiara Ricciuti, la portavoce numero due, nella gestione della vicenda coronavirus.

Maria Chiara Ricciuti potrebbe avere, d’ora in poi, a discapito di Casalino, sempre maggiori responsabilità e più voce in capitolo rispetto al passato per quanto concerne la comunicazione di Palazzo Chigi. La nuova “pupilla” del premier, abruzzese e laureata in scienze della comunicazione alla Sapienza, cominciò a lavorare per la politica con Pino Pisicchio, deputato dell’Italia dei Valori, il primo partito che usufruì della consulenza di Gianroberto Casaleggio. Ma può vantare anche un’altra esperienza molto interessante nel suo curriculum: tra 2013 e 2014, infatti, ha curato la comunicazione delle onlus di Igor Danilov, a lungo il referente principale di Gazprom Media in Italia.

Coronavirus, quel brutto pasticcio che ha provocato il caos

Rimane il giallo su chi ha fatto circolare la bozza del decreto prima del dovuto. A scagionare del tutto la Regione Lombardia è la lettera inviata in serata al presidente Attilio Fontana da Jonathan Hawkins, vice presidente della Comunicazione Cnn International, il quale spiega che in merito alla polemica sull’anticipazione della bozza del Dpcm “la Cnn ha applicato i suoi rigorosi standard editoriali per verificare informazioni che erano già di pubblico dominio, sia sui siti italiani (tra cui il Corriere della Sera e La Repubblica) che sui media internazionali (tra cui Reuters e il New York Times)”.

Secondo quanto ricostruito da Il Fatto Quotidiano, il primo giornale a dare la notizia del blocco della Lombardia e di altre 14 regioni alle ore 20:12 di sabato è stato il Corriere.it – insieme a Open – con un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini. Qualche minuto dopo il Corriere.it, la notizia del contenuto del decreto è stata pubblicata anche dagli altri principali quotidiani online, quindi è stata la volta delle agenzie di stampa, e dei quotidiani internazionali. Nella giornata di ieri, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha annunciato di voler “presentare un esposto alla Procura perché mi sono rotto le scatole”. Sul caso della bozza di decreto sul coronavirus anticipata da alcuni organi di stampa si muove anche il Codacons, che ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. “Chiediamo alla magistratura di accertare chi ha diffuso agli organi di stampa la bozza di decreto, generando il caos tra i cittadini e portando a spostamenti di massa in treno, pullman e auto dal Nord al Sud Italia, indagando i responsabili per il reato di concorso in epidemia e disponendo nei loro confronti la misura dell’arresto in carcere”. afferma il presidente Carlo Rienzi.