‘Se andiamo avanti così non ci sarà pane per figli’

‘Se andiamo avanti così non ci sarà pane per figli’

8 Marzo 2020 0 Di direzione

Il leader della Lega chiede trasparenza al governo sulla gestione della crisi. “Superato l’allarme sanitario, bisogna assolutamente concentrarsi sull’economia”

A ogni decisione del governo, corrisponde la replica delle opposizioni. Come è naturale che sia. Come prevedono le regole del gioco in una democrazia.

Siamo in una fase di emergenza e c’è il rischio di un disastro economico appena dietro quello sanitario. “Il diritto alla vita viene prima di tutto. Senza però dimenticare che, quando grazie ai nostri straordinari medici, ricercatori, infermieri e operatori sanitari il virus sarà sconfitto, il diritto al lavoro sarà fondamentale, perché per colpa di questa confusione e dell’immagine che si dà dell’Italia nel mondo, milioni di italiani rischiano di non avere più pane da dare ai loro figli”. È questo l’allarme lanciato da Matteo Salvini.

Il pericolo di una catastrofe economica è dietro l’angolo. Spiega che a nome di tantissimi italiani che lo stanno chiamando da Nord a Sud (sindaci, imprenditori, medici, lavoratori, genitori, volontari) è importante chiedere risposte a chi ci governa. Il leader della Lega ribadisce la volontà comune di rispettare ogni indicazione data per proteggere la salute nostra e di chi ci sta vicino. Ma di una cosa c’è assoluto bisogno: chiarezza, chiarezza, chiarezza. Salvini si riferisce alle norme contenute nell’ultimo decreto firmato nella notte dal premier, Giuseppe Conte. Regole che potrebbero danneggiare l’economia di un Paese già in difficoltà. Regole che però, per il bene di tutti, vanno rispettate.

“Chiediamo chiarezza non per polemica, ma per aiutare milioni di Italiani preoccupati”. Le donne e gli uomini della Lega, a partire dai presidenti di Regione e dai sindaci, sono in prima linea per offrire aiuto e collaborazione. “Chi può fare cosa? Dove si può andare? Chi può lavorare? Cosa si può trasportare? Chi può aprire e chi deve chiudere? Chi può viaggiare? E i lavoratori pendolari? E chi vive sul confine? E i frontalieri con l’estero? E gli animali? E i prodotti agricoli? Quando rimborseranno aziende e negozi? Le fabbriche aprono o no? Le merci possono attraversare i confini interni? E l’Europa che fa?”, ecco tutte le questioni poste da Salvini al governo.

A quel Conte bis che sembra in difficoltà nell’affrontare l’emergenza. Un’emergenza che, senza giri di parole, è difficile da governare. Intanto arrivano anche le parole di Giorgia Meloni. E non sono concilianti con i giallorossi. “Il decreto coronavirus è stato gestito malissimo. Dopo aver scatenato il panico tra i cittadini evitiamo di scatenare il panico pure tra gli investitori”. La leader di Fratelli d’Italia suggerisce delle misure per far fronte all’epidemia, affinché anche l’economia riesca a respirare senza ventilatore. Ciò che chiede l’opposizione è tirare fuori l’Italia dalla terapia intensiva.

“Il governo ora adotti tutti i provvedimenti possibili per impedire che la speculazione finanziaria metta in ginocchio la nazione. Valuti se sospendere le contrattazioni di Borsa per dare modo di metabolizzare gli ultimi provvedimenti e frenare i comportamenti più irrazionali”. Di certo, spiega la Meloni, vanno vietate in questa fase le vendite allo scoperto, ossia lo strumento con cui pochi cinici e razionali speculatori possono fare fortuna sulla legittima irrazionalità dei piccoli investitori.

Inoltre, gli organismi di vigilanza e l’intelligence, ognuno per le proprie competenze, siano attivati immediatamente per monitorare le principali operazioni e scongiurare azioni che possano pregiudicare gli interessi strategici nazionali. “Il contagio del virus va giustamente contenuto, ma va fermato anche il contagio della paura e della speculazione”.