“Salvate la salute dei migranti” Scoppia la bufera sulla Bonino

“Salvate la salute dei migranti” Scoppia la bufera sulla Bonino

8 Marzo 2020 4 Di direzione

La senatrice della Repubblica Italiana ha rivelato di aver attenzionato il ministro dell’Interno sul problema salute degli stranieri ospitati nei centri d’accoglienza e nei Cpr: le rassicurazioni della Lamorgese non soddisfano tuttavia la Bonino, che chiede uno “sforzo ulteriore”

Mentre il Paese è sempre più in ginocchio per le pesanti ripercussioni sanitarie ed economiche seguite alla diffusione del Coronavirus, un nuovo appello arriva sulla presumibilmente già affollata scrivania del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Vale a dire l’accorato appello della senatrice di + Europa Emma Bonino, allarmata dalle eventuali conseguenze che potrebbero esservi per gli extracomunitari ospitati presso centri d’accoglienza o centri di permanenza e rimpatrio, nonchè per il personale impiegato all’interno di suddette strutture.

È lo stesso ex ministro della politiche Europee (ai tempi del governo Prodi) a riferire in prima persona sulla sua pagina personale Facebook di aver attenzionato l’onorevole Lamorgese sul problema Coronavirus e salute per gli stranieri presenti all’interno dei numerosi centri di accoglienza e rimpatrio, diffusi in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

“In seguito agli interventi previsti dal governo nei giorni scorsi per l’emergenza coronavirus, ho ritenuto necessario rivolgermi al ministro Luciana Lamorgese per chiederle se fossero state prese misure adeguate a garantire la salute dei richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza e delle persone trattenute all’interno dei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in tutta Italia. In particolare ho chiesto al ministro se vi fossero nei Cpr – da cui non è permesso allontanarsi – presidi idonei ad affrontare la situazione con la stessa cura con cui si dovrebbe agire nell’ambito carcerario, dove ancora troppo poco si sta facendo, non escludendo l’ipotesi di non procedere a nuovi ingressi nelle prossime settimane”, si legge nella prima parte del comunicato. Bonino su Facebook: “Ulteriori sforzi per proteggere la salute dei migranti”

Una raccomandazione, tuttavia, che ha trovato le rassicurazioni della Lamorgese stessa, evidentemente non sufficienti, però, a far dormire sonni tranquilli alla senatrice della Repubblica Italiana, che chiede passi in avanti in più in tal senso. “Il ministro ha confermato di aver predisposto e comunicato agli uffici territoriali una serie di interventi sull’intero sistema di accoglienza di sua competenza. Ma sono certa che uno sforzo ulteriore di comunicazione e prevenzione vada fatto per proteggere la salute degli operatori e dei rifugiati. Sono convinta che occorra in questo momento la massima attenzione verso le condizioni di vita all’interno dei centri presenti nel nostro Paese, affinché venga fornito a chi vi è ospitato e a chi vi opera tutto il sostegno necessario ad affrontare le prossime settimane”.

Come non è mancata la rapida replica della Lamorgese sull’emergenza Coronavirus, così non sono mancati neppure i messaggi in risposta al post dell’ex rappresentante del partito Radicale. “Ringrazio tutti quelli come Lei che dicono apertamente ciò che pensano, in questo modo sono rispettati i diritti costituzionali di tutti. Compresi quelli di chi, andando a votare, saprà quali simboli evitare come la peste. Grazie per essere così chiara. Siete razzisti nei confronti degli Italiani. Ce ne ricorderemo quando avremo la matita in mano. Non pensate di riuscire a tenerci lontano da quella matita ancora a lungo. O la matita o le piazze. Virus o non virus. Non ne uscirete, stavolta. Faremo a pezzi questa Europa con una matita. Con tante matite” , attacca una internauta. “Ah, quindi riuscite a controllare gli ingressi? Ma non sono disperati che fuggono da guerre e pestilenze senza controllo? Con che autorità vi permettete di “disciplinare” gli ingressi?”, replica un altro utente. “Ma vergognati . Pensa all’Italia che ti ha mantenuto una vita senza che tu abbia mai lavorato. Pensa ai tuoi connazionali non ai richiedenti asilo”, attacca un altro.