Coronavirus, assunzione specializzandi e richiamo medici in pensione. Hotel, mezzi e ospedali privati potranno essere requisiti

Coronavirus, assunzione specializzandi e richiamo medici in pensione. Hotel, mezzi e ospedali privati potranno essere requisiti

7 Marzo 2020 0 Di direzione

 Uno stanziamento immediato di 600 milioni di euro, l’intenzione di portare nel sistema qualcosa come 20mila professionisti. Arriveranno nuovi medici ospedalieri, di famiglia, di guardia e anche infermieri per fronteggiare il coronavirus. Gli specializzandi saranno inseriti immediatamente nel sistema, i pensionati verranno richiamati. Non solo. Si prevedono investimenti anche per nuove strutture e per acquistare dispositivi. Le Regioni che non sfrutteranno le possibilità di far crescere il loro sistema, potranno essere commissariate.

La bozza di decreto legge del governo dedicato all’emergenza Covid-19 punta a rivoluzionare il volto della sanità italiana. Bisogna avere a disposizione personale che prenda in carico i malati o che segua le persone in quarantena ma che permetta anche agli ospedali di lavorare in massima sicurezza. Sono troppi i casi di intere unità operative bloccate a causa di pazienti colpiti dal coronavirus intercettati troppo tardi. Camici bianchi e infermieri, che non si sono protetti contro il rischio di contagio o per stanchezza o per mancanza di informazioni da parte degli assistiti, sono costretti all’isolamento a casa. “Gli operatori rischiano il contagio, o vengono proprio contagiati, perché non è ancora stata dichiarata dall’Oms la pandemia – spiega Marcello Tavio, il presidente della società scientifica degli infettivologi – In quel caso qualunque paziente con sindrome respiratoria verrebbe trattato dagli ospedali come un caso di coronavirus, e i rischi per chi lavora in ospedale sarebbero più bassi”.

Il dl darebbe una svolta mai vista al sistema sanitario. Di potranno “conferire incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a sei mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza ad infermieri, operatori socio sanitari e a medici specialisti, in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, malattie dell’apparato respiratorio, malattie infettive e tropicali, medicina d’emergenza urgenza, medicina interna, malattie dell’apparato cardiovascolare, radiodiagnostica, igiene e medicina preventiva e specializzazioni equipollenti”. Si possono così arruolare anche gli specializzandi “iscritti all’ultimo e al penultimo anno di corso delle medesime scuole di specializzazione”. Non solo, se non si può pescare nelle graduatorie, finché dura l’emergenza le Asl possono “conferire incarichi individuali a tempo determinato, previo avviso pubblico, a medici in possesso dei requisiti previsti dall’ordinamento per l’accesso alla dirigenza medica nonché ad infermieri ed operatori socio sanitari”.