Imprenditore ucciso a Cosenza perchè non pagava il pizzo

Imprenditore ucciso a Cosenza perchè non pagava il pizzo

6 Marzo 2020 0 Di direzione

La Dia di Catanzaro, su input della Direzione distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri, ha risolto l’omicidio di Santo Nigro, risalente a trentanove anni addietro

Nelle prime ore della mattinata odierna, gli uomini della Sezione Operativa della Dia di Catanzaro, su input della Dda guidata da Nicola Gratteri, con il contributo dei procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Vito Valerio, hanno arrestato Mario Pranno, 64 anni, e Francesco Cicero, 59 anni, ritenuti di aver ucciso l’imprenditore Santo Nigro, a Cosenza, il 18 novembre 1981. Si tratta di due storiche figure della criminalità organizzata bruzia. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’efferato crimine, nel quale rimase ferito anche il figlio della vittima, compiuto in un negozio di proprietà di Nigro, in via Popilia. L’agguato fu deciso dal clan Perna-Pranno, in quanto Nigro si era rifiutato di sottostare alle estorsione del gruppo Perna-Pranno. La sua morte – secondo gli investigatori – doveva servire per riaffermare il potere della cosca e costituire un monito per gli altri commercianti.

Le dichiarazioni dei pentiti. Sull’omicidio Nigro hanno riferito diversi collaboratori di giustizia che hanno parlato sia del movente che dei mandanti. Lo stesso Pranno, in un breve periodo di collaborazione con la giustizia se ne era assunto la paternità. Il boss venne arrestato nel dicembre 2000 in un appartamento del quartiere San Vito a Cosenza, ma è stato scarcerato nel 2015. Francesco Cicero, finito in carcere con lui, questa mattina, avrebbe fatto da palo ai killer, secondo i collaboratori di giustizia. Quest’ultimo è il fratello di Domenico Cicero che, dopo il processo ai Perna, si sarebbe assunto – secondo gli inquirenti – la guida del gruppo criminale.

Il profilo. In quel momento storico Mario Pranno era uno dei capi più violenti del gruppo Perna-Pranno, così come poi riconosciuto dalla sentenza irrevocabile del maxiprocesso Garden che lo condannerà a 20 anni di reclusione, con il riconoscimento anche la speciale attenuante per i collaboratori di giustizia prevista dall’art. 8 legge n. 203/1991 sebbene lo stesso abbia deciso, poi, di interrompere la sua collaborazione nel marzo del 2000, fuggendo da una località protetta. La sua fuga ebbe termine il successivo 22 dicembre 2000 con il suo arresto in un appartamento del quartiere di San Vito a Cosenza, sua vecchia roccaforte. Il lungo periodo di detenzione in carcere, allora iniziato, cessava con la sua scarcerazione nel mese di giugno del 2015. Insieme a Pranno è stato tratto in arresto anche Francesco Cicero che aveva fatto da palo ai killer, come riferito dai tutti i collaboratori di giustizia. Francesco detto il ”pirata” è fratello di Domenico, detto ”Micuzzo”, che dopo il processo Garden assumerà la reggenza del gruppo Perna-Pranno.