L’Italia si chiude

L’Italia si chiude

5 Marzo 2020 0 Di direzione

Decisione senza precedenti: scuole chiuse in tutta Italia. “Bisogna salvare il Servizio sanitario”. Conte e Speranza forzano la scelta nonostante il parere contrario degli esperti

Sulla chiusura delle scuole il primo vero cortocircuito interno alla maggioranza di governo sul coronavirus. Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi in mattinata tutti i ministri. Sul tavolo un nuovo decreto per un’ulteriore stretta sulle misure per affrontare il contagio. Dopo quasi due ore filtra una notizia: le scuole verranno chiuse su tutto il territorio nazionale da giovedì fino al 15 marzo. La parte del governo più vicina al premier strabuzza gli occhi: “Questa è una forzatura, incomprensibili fughe in avanti”. “Una fuga di notizie improvvida”, la definirà qualche ora dopo con più understatement, ma con faccia severa il capo del governo.
A nessuno all’interno dell’esecutivo è sfuggito che chiudere i cancelli di scuole e università in tutta Italia è una decisione dalla quale passa un’intera linea comunicativa, contribuisce forse più d’ogni altra a spostare la china di questi giorni difficili dal sottile crinale che divide il panico dalla calma. È stato il ministero della Salute a intestarsi più d’ogni altro la scelta. “Capiamo che ha un forte valore simbolico – spiegano fonti vicine a Roberto Speranza – ma segnala che la situazione è seria”. Il Partito democratico ha seguito fin da subito la medesima linea. Nicola Zingaretti ha parlato chiaro e tondo: “Una decisione giusta, il primo grande provvedimento economico è sconfiggere il virus”.
A frenare sin da subito Italia viva: “Andiamo in controtendenza con quanto detto finora – la posizione del partito di Matteo Renzi – Così si rischia di creare il panico”. È su questo che si è incentrata la discussione dei ministri riuniti, quello che Conte ha definito con morbidezza “uno scambio che ha preso ampia parte” del summit governativo. Ad avere dubbi anche i 5 stelle. Mentre la notizia si diffondeva, dal ministero dell’Istruzione si tirava il freno a mano: “Aspettate, ora parla il ministro”. Lucia Azzolina si presentava davanti ai microfoni infrangendo ogni certezza: “Nessuna decisione è stata presa, aspettiamo il parere del comitato tecnico scientifico”.
Un parere che era già noto a buona parte dei presenti, e che è stato affinato nei colloqui intercorsi subito dopo l’ora di pranzo: secondo gli esperti la misura di per sé non è dannosa, ma rappresenta un eccesso di prudenza. Perché, avrebbero spiegato gli esperti nominati dalla protezione civile, l’evidenza scientifica di una serrata di scuole e università è limitata. Ovvero: non ci sono prove che lo stop contribuisca ad arginare il contagio.
Conte si è infilato in un giro di incontri con le parti sociali. Occorrono misure straordinarie, la posizione di Confindustria. “Servono scelte coraggiose, senza le quali è forte il rischio che l’emergenza sanitaria sfoci in una catastrofe economica”, va giù duro Angelo Margiotta, segretario generale della Confsal. Proprio di una “normalizzazione” dell’emergenza sanitaria parla Vincenzo Boccia, presidente degli industriali.
Ma sarebbe stato proprio il parere del presidente del Consiglio a far pendere la bilancia verso la soluzione drastica, seguendo il principio che meglio eccedere in prudenza che rischiare per non aver messo in campo tutte le misure possibili. La strada scelta è stata dunque diversa. E prevede la chiusura delle scuole, appunto, ma anche di cinema, teatri, eventi sportivi e la sospensione di eventi pubblici e manifestazioni. Il ministero della Salute ripete senza sosta che la curva dei contagi non dà segni di normalizzazione, e che la saturazione dei reparti di terapia intensiva è un’ipotesi più che concreta. Conte lo ha detto in chiaro: “La priorità sono misure di contenimento o di ritardo della diffusione del coronavirus. Il sistema sanitario rischia di andare in sovraccarico”. Nessuno si è sentito di fare muro a quelle che sono, comunque la si voglia vedere, tentativi per superare il momento critico. Da stasera tutta Italia è zona gialla.