Coronavirus, Fontana: «Anticipiamo le lauree a marzo per arruolare cento infermieri»

Coronavirus, Fontana: «Anticipiamo le lauree a marzo per arruolare cento infermieri»

5 Marzo 2020 0 Di direzione

Il governatore lombardo: «Abbiamo le finanze per assumere ma ci manca l’autonomia. La febbre? Ho 36,3, direi che tutto procede bene»

«Sono misure che puntano a rallentare fino a eliminare il rischio di contagio. È una strada obbligata per ridurre il rischio sanitario per i nostri cittadini e potremmo dire che non è tanto il governo o la Regione a stabilirle ma piuttosto la competenza di scienziati e tecnici che stanno collaborando con noi». Subito dopo aver partecipato in collegamento video all’incontro quotidiano per fare il punto della situazione, il governatore della Lombardia Attilio Fontana si misura la febbre. «Da quando sono stato messo in quarantena devo farlo due volte al giorno e rispetto disciplinatamente tutte le disposizioni sanitarie per le persone nella mia situazione».

Presidente, si entra nella seconda settimana di vita sospesa?
«Sono misure che ribadiscono che il pericolo sta nei contatti umani, quindi negli assembramenti. Questa è l’unica via percorribile per arginare e fermare i contagi. I virologi ci hanno detto che sarebbero stati necessari almeno sette-otto giorni per percepire i primi effetti dei provvedimenti già adottati. In questo momento ne sono trascorsi soltanto sei, quindi io resto fiducioso e mi auguro che presto vedremo i risultati di questi sacrifici».

Lei ha sempre detto che si tratta di trovare un equilibrio tra le esigenze di sanità pubblica e quelle economiche.
«Noi tutti prestiamo grande attenzione alla ripresa economica e vogliamo che avvenga al più presto, ma necessariamente potrà avvenire una volta risolta la situazione di emergenza sanitaria che stiamo affrontando».

Il sistema economico soffre molto: dalle imprese a tutti i lavoratori fragili. Ci saranno interventi di sostegno?
«Mi aspetto dal governo interventi importanti per dare nuovo fiato alla nostra economia, che è sempre stata generosa con il resto del Paese».

Quanto potrebbe durare ancora l’emergenza?
«Non posso certo dirlo io, ma so che scienziati e tecnici dicono che è necessaria almeno un’altra settimana di sacrifici».

Anche sul piano sanitario si parla di emergenza, soprattutto c’è molta fretta di reclutare infermieri e medici. Si tratta di fragilità nel sistema?
«Non mi pare proprio, la macchina sanitaria lombarda sta rispondendo benissimo, anche grazie all’impegno di tutti. Piuttosto mi sembra che questa situazione faccia emergere un altro tipo di fragilità: noi chiediamo da anni di poter assumere medici e infermieri, perché la nostra sanità ne avrebbe bisogno e le nostre finanze lo consentirebbero. Però finora ci è stato impedito per leggi statali. Se avessimo la nostra autonomia potremmo agire diversamente».

L’assessore al Welfare Gallera ha annunciato interventi immediati.
«Ad aprile era prevista la laurea di più di cento infermieri. Abbiamo chiesto di anticipare questo momento in modo da immetterli subito nel sistema sanitario».

Come procede il suo isolamento?
«Continuo a lavorare cercando semplicemente di limitare contatti e spostamenti. Mi muovo, utilizzando il montacarichi e non gli ascensori, tra il sesto piano di Palazzo Lombardia, dove opera l’unità di crisi creata per questa emergenza, e il mio ufficio al trentacinquesimo piano, dove ho anche dormito per queste prime notti. Ma ora conto di tornare una notte a casa. Mi dispiace soltanto non poter testimoniare di persona la mia vicinanza ai cittadini della zona rossa, ma per evidenti motivi non posso partecipare alla visita dei miei assessori. Mi consolo con le pietanze e i dolci che continuano ad arrivarmi in omaggio da persone del tutto sconosciute».