Truffa al sistema sanitario, 17 arresti a Caserta: ci sono medici e dipendenti della Asl

4 Marzo 2020 0 Di direzione

Le accuse vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al falso, alla ricettazione, alla corruzione e alla truffa

Ricette e certificati medici falsificati per ottenere rimborsi dall’Asl tra i quali anche attestati per l’attività sportiva dei bambini, che così venivano esposti a rischi, anche gravi, per la propria salute. Ai bimbi, è emerso dalle indagini del Nas, veniva consentita l’attività sportiva senza neppure un controllo cardiaco attraverso un semplice elettrocardiogramma. È l’accusa contestata nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che i carabinieri del Nas hanno notificato a 17 persone, tra i quali gli imprenditori casertani del settore sanitario Pasquale Corvino (già coinvolto in una inchiesta per voto di scambio politico mafioso) e Pasquale Piccirillo, titolare di un grosso centro odontoiatrico ed editiore di una nota emittente televisiva campana. Le persone arrestate sono complessivamente 14, tra cui Corvino e Piccirillo. Per 5 è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per altri 9 ai domiciliari. Per tre medici è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’interdizione della professione medica. Il reato contestato, a vario titolo agli indagati, è associazione a delinquere finalizzata alla commissione truffe ai danni del SSN. In carcere sono finiti anche i funzionari amministrati dell’Asl Maurizio Martucci, di 59 anni, e Leone Albalonga, di 63.

Tra le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta del Nas, figura anche la sorella di Pasquale Corvino, Maddalena, ex vice sindaco ed ex assessore alla Pubblica Istruzione di Caserta. Maddalena Corvino venne eletta nel 2016 con parecchie centinaia di voti. In questa indagine, in relazione a quella tornata elettorale, gli inquirenti contestano il voto di scambio a lei e al fratello Pasquale (quest’ultimo indagato in un’altra inchiesta della DDA di Napoli, per voto di scambio politico-mafioso in relazione alle elezioni regionali del 2015)