Coronavirus, la situazione precipita: in Italia 5 morti e 219 contagiati, 23 gravi. “E’ già pandemia, non paragonatela all’influenza e non uccide solo gli anziani”

24 Febbraio 2020 0 Di direzione

Coronavirus, in Italia 5 morti e 219 contagiati: i numeri aggiornati

Sta precipitando la situazione del Coronavirus in Italia: il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha appena aggiornato i dati ufficiali in una conferenza stampa, e ha comunicato che proprio pochi minuti fa un altro anziano è deceduto in Lombardia, un uomo di 88 anni. E’ la quinta vittima del Coronavirus in Italia. I contagiati complessivamente sono 219, compresi i 5 morti e un giovane considerato guarito. Gli altri 213 contagiati con il Coronavirus in corso sono così suddivisi:

  • 99 ricoverati con sintomi
  • 23 ricoverati in terapia intensiva, in gravi condizioni
  • 91 in quarantena domiciliare, perchè non hanno complicazioni

Sui territori al momento sono confermati i due focolai nel lodigiano e nel padovano. Il numero dei contagiati è così suddiviso:

  • Lombardia 167
  • Veneto 27
  • Emilia Romagna 18
  • Piemonte 4
  • Lazio 3

Lepidemiologo Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell’università di Pisa, ha ribadito che “non si può paragonare influenza e Covid_19. Una sciocchezza infinita! I virus influenzali li incontriamo ogni anno, siamo abituati alla loro presenza. Il SARSCoV2 è un perfetto sconosciuto per il nostro sistema immune. Il SSN deve prepararsi a ricevere l’impatto di un’onda anomala“. Questo Coronavirus “produce casi più gravi, in maniera più frequente, su persone che non hanno nessuna condizione di debolezza di salute. Non va generato il panico ma neppure banalizzato il pericolo o finiamo per tranquillizzare troppo“. La malattia non è mortale solo per gli anziani: in base ai dati disponibili dalla Cina, ci sono alte percentuali di vittime anche tra gli adulti.

Tecnicamente quella in atto è già una pandemia. La dichiarazione di pandemia è solo un fatto formale, è quando è partita l’emergenza internazionale che l’Oms ha attivato gli strumenti necessari per mobilitare gli stati membri. Se l’Oms dovesse scegliere questa strada, sulla base dei dati raccolti, per i cittadini non cambierà assolutamente nulla. Ma l’Oms chiederà agli stati ricchi i soldi necessari a controllare il virus nei Paesi poveri, che rischiano di più” ha spiegato Lopalco.