Coronavirus, i casi confermati superano quota 230. Borrelli: “In Italia nessun nuovo focolaio”

24 Febbraio 2020 0 Di direzione

Il 90% dei casi tra Lodi, Cremona e Pavia. In totale sono 172 in Lombardia, 33 in Veneto, 19 in Emilia Romagna, 3 in Piemonte e 3 nel Lazio. Le persone decedute (6 in Lombardia e una nel Veneto) erano persone con situazione clinica compromessa. Dimessi gli otto italiani rimpatriati dalla Cina in quarantena al Celio. Borrelli: “Non ci sono nuovi focolai”

Il bilancio totale dei casi di coronavirus in Italia fatto dalla Protezione civile nell’ultimo bollettino (ore 18 di lunedì 24 febbraio) contava 229 casi in totale, di cui sei vittime, 5 in Lombardia e una in Veneto. In serata è arrivata la conferma di un altro decesso, il settimo, sempre in Lombardia. Si è registrato, sempre in serata, il primo caso di positività al coronavirus in Alto Adige. Si tratta di un giovane uomo, trentenne, che era stato in Lombardia e che al primo test era risultato negativo. Il giovane è risultato positivo al secondo test di screening. Il tampone è stato inviato all’Istituto superiore di sanità per la conferma. Il dato disaggregato conta: in Lombardia 173 casi (cinque in più rispetto al bollettino delle 12), compresi le 6 vittime, quindi sono 167 gli attuali infettati, di cui 72 in isolamento domiciliare, 20 in terapia intensiva, 76 ricoverati con sintomi; in Veneto 33 casi (sei in più rispetto al bollettino delle 12) compreso un deceduto, quindi 32 gli attuali contagiati, di cui 16 in isolamento domiciliare, 4 in terapia intensiva, 12 ricoverati con sintomi; in Emilia Romagna  salgono a 19 i casi positivi, gli ultimi due dei quali riscontrati a Piacenza. Complessivamente sono positive al tampone 16 persone a Piacenza, 2 a Parma e 1 a Modena; in Piemonte tre casi di cui uno in isolamento a casa e due ricoverati con sintomi, una persona in meno, quindi, perché all’esito degli esami è alla fine risultata negativa. Nel Lazio restano tre i casi, di cui uno guarito, il giovane ricercatore italiano tornato da Wuhan dimesso dallo Spallanzani, e la coppia di turisti cinesi ricoverati (di cui uno, la donna, ancora in terapia intensiva). I tamponi in totale effettuati sono 4141, di cui 2200 in Veneto, 1463 in Lombardia, 148 in Emilia Romagna, 141 in Piemonte, 124 nel Lazio. Altri tamponi sono stati condotti in Sardegna, uno, Sicilia, 5, Toscana 15, Liguria uno, 7 in Valle d’Aosta, 3 a Trento, 1 a Bolzano, 10 in Campania, uno in Calabria, 5 in Abruzzo, 16 nelle Marche, tutti con esito negativo. Sesta e settima vittima oggi in Lombardia La settima vittima del coronavirus è deceduta nel pomeriggio all’ospedale Sant’Anna di Como. Si tratta del paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana che era risultato positivo al tampone. L’uomo, 62 anni, residente a Castiglione d’Adda, già dializzato, presentava una serie di importanti patologie croniche pregresse. Era stato trasferito nell’ospedale comasca nella notte tra venerdì e sabato. Lo si apprende da fonti ospedaliere confermate dalla Regione La  sesta vittima in Italia per coronavirus, un 75enne di Castiglione d’Adda, uno dei primi trovati positivi trasportato al Sacco, mentre è stata smentita la notizia della morte per coronavirus di una donna agli Spedali civili di Brescia, ha precisato la Regione Lombardia in una nota: “In tale struttura non si è verificato alcun decesso”. La conferenza stampa in Lombardia “I decessi in Lombardia sono cinque, tutte persone con un quadro clinico debilitato e molto anziani”, aveva confermato l’assessore al Welfare di regione Lombardia Giulio Gallera nel corso del punto stampa a Palazzo Lombardia: “I contagi sono 172, 70% maschi e 30% femmine. A oggi siamo a 1.500 tamponi processati, c’è un’indagine approfondita”.  “Su Milano abbiamo 3/4 casi nel senso che il cittadino di Sesto il cui test fatto dal Sacco era debolmente risultato positivo è stato inviato al San Raffaele ed è risultato negativo. Adesso stiamo verificando con gli anticorpi per vedere se ha avuto o meno il Coronavirus. Il 90% dei casi si registra tra Lodi, Cremona e Pavia”, ha spiegato Gallera nel corso del punto stampa a Palazzo Lombardia. I casi confermati Erano 229 i casi confermati di coronavirus alle 18 del lunedì, “In Lombardia ci sono 172 contagiati, quindi 5 in più rispetto al dato delle ore 12. In Veneto 33 persone con un incremento di sei unità rispetto al dato delle 12, uno su Venezia città e 5 a Vo’. Il dato importante è che tutti i nuovi casi sono nella zona rossa”, aveva dichiarato il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Angelo Borrelli. “Rimangono invariati i dati del Lazio, in Piemonte abbiamo una unità in meno, perché una persona è risultata negativa, quindi abbiamo tre casi, di cui due ricoverati con sintomi lievi e una in isolamento domiciliare”. Non ci sono nuovi focolai “Confermo che non ci sono altri focolai”,  ha detto il capo del dipartimento di Protezione Civile, e commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa serale di lunedì. “Sono 229 i contagiati, tra cui sei deceduti e un dimesso. Oggi pomeriggio è morto un uomo di 75 anni di Castiglione d’Adda che aveva pregresse patologie, come tutti quanti i deceduti”, ha aggiunto Angelo Borrelli in conferenza stampa. Riunione a Palazzo Chigi con Conte Si è concluso in serata il tavolo di coordinamento sull’emergenza Coronavirus convocato a Palazzo Chigi dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro. Al tavolo, presieduto da Conte, erano presenti i ministri Bonafede, De Micheli, Gualtieri, Dadone, Lamorgese, Azzolina, Guerini, Patuanelli, Catalfo, Boccia, Spadafora, Provenzano, Pisano e Bonetti, nonché i rappresentati degli altri ministeri. Nella riunione “abbiamo concordato un mio decreto per recepire misure concordate anche a livello regionale. Abbiamo definito i dettagli in modo da rendere efficaci tutte le misure” nelle aree interessate dall’emergenza. “Riguardano anche le sospensioni di tutte le attività e anche le attività scolastiche”, ha detto il premier Giuseppe Conte arrivando nella sede della Protezione civile per un aggiornamento sul coronavirus. Conte: tutti si attengano alle indicazioni nazionali “Ho raccomandato al presidente Ceriscioli di astenersi dalla sospensione delle attività scolastiche”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando alla Protezione Civile per presiedere una riunione sul Coronavirus. “Tutti ci devono ascoltare e seguire le indicazioni che imponiamo a livello nazionale. Non è possibile che ognuno vada per la propria strada”, ha aggiunto Conte. “Abbiamo concordato un decreto mio per recepire misure concordate a livello regionale in modo da distinguere le misure coinvolte dal contagio, con la sospensione di tutte le attività, comprese le attività scolastiche”, ha detto poi il premier.  “Gestione di un ospedale fuori protocollo” “Non prendiamo nulla sotto gamba altrimenti non avremmo adottato misure di estremo rigore. Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando nella sede della Protezione civile. “Pronti a fronteggiare anche emergenza economica”    “L’impatto economico potrebbe rivelarsi fortissimo. In questo momento abbiamo un impatto negativo, però non siamo in condizione di fare una previsione futura perché non conosciamo ancora l’effetto contenitivo che avranno le misure, non è questo il momento di fare previsioni. Ora possiamo disporre di misure come quelle del ministro Roberto Gualtieri che con il decreto ha già disposto la sospensione dei pagamenti, dei tributi, delle ricevute fiscali per quanto riguarda cittadini ed imprese della zona rossa. Abbiamo concordato inoltre con l’associazione bancaria la sospensione delle rate di mutuo, sempre per i residenti della zona rossa. Sicuramente ci sarà un impatto economico per la sospensione delle attività. Noi siamo pronti a fronteggiare anche l’emergenza economica. Ce la metteremo tutta per sollevarci e contenere l’impatto negativo anche economico”, ha infine dichiarato Conte ai giornalisti presenti alla Sala Operativa della Protezione Civile a Roma. Dimessi italiani rimpatriati dalla Cina Sono stati dimessi gli otto italiani che, dopo essere stati rimpatriati dalla Cina il 9 febbraio scorso con un volo dell’Aeronautica militare per l’emergenza Coronavirus, hanno trascorso i quattordici giorni di isolamento nel policlinico militare di Roma del Celio. Arrivati in mattinata, i risultati degli ultimi tamponi, gli 8 sono stati dimessi. Cinque hanno già lasciato il policlinico militare, i restanti tre italiani andranno via domani. Tende fuori dagli ospedali in Veneto La Protezione civile del Veneto sta procedendo ad allestire delle tende attrezzate fuori dagli ospedali di Verona, Padova, Dolo, Mirano, Feltre e Belluno. Lo annuncia il governatore del Veneto Luca Zaia, spiegando che le tende sono strutture “che possono essere estremamente utili per molte necessita’”, e che la Regione ne ha già a disposizione “per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti”. Le tende saranno usate appena operative “per svolgere le attività di raccolta dei tamponi di controllo e verifiche sulle persone che si dovessero presentare, con lo scopo di alleggerire, almeno in parte, la pressione sulle strutture ospedaliere interne, evitando di intasare i reparti di pronto soccorso e di malattie infettive per attività non direttamente connesse alle loro specificità”, aggiunge l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. Nessuna conferma sul ‘paziente zero’, non è l’agricoltore Un agricoltore 60enne di un paese vicino, Albettone (Vicenza), frequentatore dei bar di Vo’, era stato a Codogno e in altri centri del lodigiano, focolaio del virus in Lombardia, nelle scorse settimane, aveva tosse e sintomi influenzali. Ma non è  lui il ‘paziente zero’, è risultato negativo al test. Le due zone di diffusione del virus sono quelle del lodigiano e di Vo’ “ma non non ho conferma dalle strutture regionali di un collegamento tra il caso di Lodi e quello del padovano”. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli, spiegando che allo stato non c’è alcun elemento che indichi chi ha diffuso il virus in provincia di Lodi. Italia terza per contagi a livello mondiale L’Italia  – dove in gran parte delle regioni del nord sono chiuse scuole e università – è diventata uno dei principali fronti nella lotta al coronavirus fuori dalla Cina. Resta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superando il Giappone (fermo a 135, secondo i dati della Johns Hopkins University). Il caso Italia allarma ora tutta Europa e in particolare i paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che non escludono eventuali contromisure se la situazione dovesse peggiorare.  Speranza: “Massima collaborazione internazionale. Coordinamento unico con regioni” “Il nostro Servizio Sanitario è all’altezza della situazione e la risposta che stiamo dando è rapida ed efficace come affermato dalla Commissaria europea, Stella Kyriakides, con cui sono in costante collegamento”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della riunione della task force svolta nella sede della Protezione civile. “Ho chiesto a Walter Ricciardi, membro italiano del comitato esecutivo dell’Oms, di coordinare le nostre relazioni con gli organismi sanitari internazionali. Dobbiamo affrontare con metodo coerente e basato sull’evidenza scientifica una sfida che deve vedere unito tutto il Paese” ha aggiunto Speranza. Il ministro poi ha spiegato: “E’ indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori”.  Ogni giorno riunione del Comitato permanente ministri-governatori  Da lunedì nella sede della Protezione Civile a Roma ogni mattina dalle 10 si svolge la riunione di un comitato ‘politico’ con la presenza di ministri e governatori in videoconferenza. Il vertice servirà per valutare gli aspetti politici, oltre a quelli tecnici che sono invece affrontati nel comitato operativo, dell’emergenza Coronavirus Nessun blocco al Brennero, treni regolari​L’Austria ha prima deciso e poi revocato il blocco del traffico ferroviario al Brennero. Il blocco era stato deciso domenica a causa di un treno proveniente dall’Italia con a bordo due passeggere tedesche con la febbre, giudicate però dal 118 come casi non sospetti. Il treno è poi ripartito dal Brennero poco prima di mezzanotte. Quarantena in Romania e Francia La Romania ha disposto la quarantena per tutte le persone in arrivo da Lombardia e Veneto, dopo che una 40 enne di Bucarest rientrata in patria è diventato il primo caso sospetto del Paese, mentre in Francia gli studenti di tutti i gradi che hanno trascorso le vacanze in Lombardia o in Veneto, ma anche in Cina, Corea del sud, Hong Kong, Macao e Singapore, non potranno tornare a scuola alla ripresa delle lezioni dopo il periodo di vacanze invernali ma solo dopo aver trascorso un periodo di auto isolamento di 14 giorni. Lo ha stabilito il ministero dell’Istruzione, Campania: un caso negativo, uno in attesa di responso  E’ risultato negativo al test per il coronavirus l’uomo ricoverato all’ospedale di Sessa Aurunca (Caserta) con problemi polmonari. Lo comunica il direttore generale dell’Asl di Caserta Ferdinando Russo. L’uomo aveva detto di aver avuto contatti su un campo di calcetto in Lombardia con persone che a loro volta sarebbero entrate in contatto con un contagiato. L’esito negativo è giunto dall’ospedale Cotugno di Napoli, dove era stato inviato il campione organico prelevato con il tampone faringeo. C’è ancora attesa invece per l’altro caso sospetto, quello di una 52enne ricoverata all’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere. Anche in questo caso saranno gli esperti del Cotugno ad esprimersi.  Negativi i casi sospetti nel Lazio “Sono risultati negativi tutti i test effettuati nella giornata odierna presso l’istituto Spallanzani di Roma compresi i casi di Nettuno e quelli dell’A.O Sant’Andrea. Invito tutti a mantenere toni bassi senza assumere iniziative di tipo estemporaneo. Il Sistema sanitario del Lazio ed in particolare la rete infettivologica stanno lavorando a pieno regime garantendo la piena operatività dei protocolli sanitari”. Lo dichiara l’assessore alla Sanita’ e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato I casi sospetti di Covid-19 riguardavano due ragazzi di Nettuno (Roma), che erano stati portati in mattinata allo Spallanzani di Roma per le verifiche. Commissione Ue stanzia 232 milioni La Commissione europea ha stanziato 232 milioni per la preparazione, la prevenzione e il contenimento del coronavirus Covid 19 a livello globale. Parte di questi fondi verrà immediatamente assegnata a diversi settori, mentre il resto nei prossimi mesi.