Napoli: Entro il 15 gennaio telecamere sulle ambulanze

Napoli: Entro il 15 gennaio telecamere sulle ambulanze

3 Gennaio 2020 0 Di direzione

Dopo le ennesime aggressioni ai camici bianchi Verdoliva annuncia una serie di azioni concrete

Le due aggressioni ai medici in un solo giorno hanno destato l’indignazione comune riportando alla luce una piaga che ormai in Campania e a Napoli è diventata normalità, quella della violenza subita dagli operatori sanitari. 

Il dg dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, dopo l’ennesima aggressione, ha annunciato che entro due settimane saranno installate a Napoli le prime telecamere sui mezzi di soccorso.

“Siamo pronti a concretizzare ulteriori azioni deterrenti come le telecamere sulle ambulanze per le quali è già stato disposto l’affidamento, la prima installazione è prevista entro il 15 gennaio” ha detto Verdoliva.

Sulle aggressioni ai camici bianchi è intervenuto anche Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, riferimento legale per oltre 100mila medici e operatori sanitari che ha attivato da un anno il telefono rosso, un servizio gratuito di tutela legale e supporto psicologico.

“Il nuovo anno si apre con due nuove aggressioni a medici e personale sanitario a Napoli – ha detto Tortorella – Sono migliaia ogni anno, e i numeri sono più alti di quello che si sa perchè buona parte dei camici bianchi, come rivelano le segnalazioni che arrivano non denunciano: per vergogna, rassegnazione o timore di ulteriori soprusi. Il fenomeno appare ormai esteso a tutti i tipi di professione sanitaria e non sembra riconoscere significative differenze di ruolo, tanto che vengono aggrediti lavoratori di diverse categorie, dalle ostetriche ai chirurghi. La comunicazione è la prima forma di prevenzione. Le aggressioni sono un problema importante per le ricadute soprattutto psicologiche che possono avere sugli operatori (burn-out) e sui pazienti (compromissione delle relazioni terapeutiche). Gli incidenti violenti non sono inevitabili ma è possibile e doveroso prevederli e prevenirli. Il miglior antidoto per stemperare le tensioni e recuperare il rapporto fiduciario tra medico e paziente, è senza dubbio un solido percorso formativo. Il 10% dei nostri corsi di formazione rivolta ai medici è dedicato al miglioramento del rapporto medico paziente”. 

Il sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed rendendo noti alcuni dati bolla mostea un fenomeno che colpisce il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10. Di questi, oltre due su tre sono stati aggrediti verbalmente, mentre la restante parte fisicamente. Le aree più a rischio sono la psichiatria e il pronto soccorso, ed i pericoli maggiori si corrono nel Mezzogiorno.

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