L’indiscrezione: ”Due big del M5s pronti ad uscire”

L’indiscrezione: ”Due big del M5s pronti ad uscire”

3 Gennaio 2020 1 Di direzione

Il professore ha lanciato l’indiscrezione su Twitter. Nel post, Becchi ha anche attaccato Grillo che ha optato per il M5s “una lenta agonia”

Gli scossoni nel M5s non si arrestano. Sarebbe imminente, infatti, l’uscita di altri due big pentastellati dal Movimento.

È questa l’indiscrezione lanciata su Twitter dal professor Paolo Becchi dopo l’espulsione decretata ieri dal Collegio dei probiviri, organo che ha il compito di controllare e sanzionare chi viola le regole interne, del senatore Gianluigi Paragone. “Come previsto nella mia intervista di giorni fa Paragone è stato espulso”, scrive il professore in un post pubblicato sul suo profilo Twitter, “entro il mese due big usciranno dal Movimento”. Di nomi, però, Becchi non ne fa. Quest’ultimo, poi lancia una pesante frecciata a Beppe Grillo che “al posto di una morte dolce per la sua creatura ha optato per una lenta agonia”.

Paragone è stato espulso ieri dal M5s. È quanto ha stabilito dal Collegio dei probiviri del M5s composto da Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone. L’espulsione del senatore, subito comunicata all’interessato, è stata motivata anche con il voto espresso in difformità dal gruppo parlamentare sulla legge di Bilancio e per essersi astenuto nel voto sulle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte.

Il giornalista aveva presentato una memoria difensiva che è stata però giudicata insufficiente per evitare l’espulsione. Il documento non è stato valutato idoneo a superare le contestazioni rivolte al senatore. Quest’ultimo ormai da mesi non risparmiava forti critiche al Movimento per la linea politica seguita.

Paragone ha pesantemente criticato l’alleanza con il Pd che ha fatto nascere il governo Conte II e che ha portato i 5s ad una clamorosa batosta elettorale alle regionali dell’Umbria. Non meno tenera la sua posizione sul Mes, il meccanismo europeo disabilità. ”Adesso tutti diranno che il Mes non è pericoloso perché gli italiani stanno iniziando a capire, ed è partita la controinformazione. I membri del Mes godono di una immunità totale, che non ha neanche il capo della Bce”, aveva detto il battagliero senatore aggiungendo poi che questa è la conferma che “l’Ue col popolo e con la politica non c’entra nulla”.

Paragone, nonostante gli scontri avuti anche con Luigi Di Maio, non ha mai preso in considerazione la possibilità di lasciare il M5s. Dopo la comunicazione avuta ieri in merito alla sua espulsione, il senatore ha postato su Facebook un commento breve ma da durissimo. “Sono stato espulso dal nulla. C’era una volta il 33%, ora…”.

Il futuro del governo Conte diviene ancora più incerto. Fino a ieri, la fragile e litigiosa alleanza giallorossa al Senato poteva contare su numeri molto risicati. Numeri che sono ulteriormente diminuiti con la cacciata di Paragone dal M5s. Anche se non si conoscono le prossime mosse del giornalista. Non si sa, infatti, se dopo l’espulsione passerà tra le fila dell’opposizione o continuerà ad essere la voce critica della maggioranza. Senza dimenticare le parole di Becchi e quelle pronunciate dal senatore leghista Gian Marco Centinaio che qualche settimana fa aveva affermato che altri pentastellati sono pronti a lasciare il Movimento.

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