Giulia Bongiorno, avvocato del caso Genovese: “Se lo sono inventati di sana pianta, chi era veramente Gaia”

30 Dicembre 2019 0 Di direzione

Quella di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli è una tragedia, “non una fiction”. Giulia Bongiorno, ex ministra della Pubblica amministrazione, è da pochi giorni l’avvocato dei genitori di Gaia, la 16enne travolta e uccisa prima di Natale in corso Francia, a Roma, dal suv guidato dal 20enne Pietro Genovese risultato positivo ad alcol e droga. “Non è un videogioco – ammonisce la Bongiorno al Corriere della Sera, nella prima intervista da quando ha assunto la tutela legale del caso -. Ci sono due ragazze morte, due ragazze in carne e ossa, e quattro genitori che, di fronte a quello che sta succedendo, ogni giorno sentono amplificare il proprio dolore”.  

L’accusa è al sistema dell’informazione: “Si va alla ricerca spasmodica di novità, di dettagli a effetto. Proliferano testimoni mediatici che raccontano fatti spesso in contrasto tra loro. E ogni elemento, nonostante le contraddizioni, viene amplificato come fosse la verità. Con conseguenze gravissime“. La Bongiorno lancia un appello: “I tempi della giustizia non sono veloci come quelli delle notizie, che magari poi vengono smentite. Allora resistete alla tentazione di trattare queste ragazze come i personaggi di una fiction”. “Fioccano commenti gravemente offensivi non solo nei confronti della famiglia, ma anche delle stesse Gaia e Camilla. C’è chi ha addirittura inventato di sana pianta una sorta di roulette russa stradale. O addirittura ha obiettato che le ragazze non avrebbero dovuto stare in giro a quell’ora, che i genitori avrebbero dovuto controllarle“. Ma, spiega, Gaia era “una ragazza gioiosa ed entusiasta, ma anche prudente, matura, precisa. Per esempio, rispondeva sempre subito agli sms dei genitori: non tutti i ragazzi lo fanno”. “L’unica volta che non lo ha fatto – conclude la Bongiorno – è stato sabato notte. E per questo suo padre ha capito”.

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